“Hunter”, il terzo album dell’artista nominata ai BRIT Awards e a due Mercury Prize,
Anna Calvi, è stato pubblicato 31 agosto 2018 su Domino, distribuzione Self.
Prodotto da Nick Launay (Nick Cave, Grinderman) ai Konk Studios di Londra, con una produzioneaggiuntiva a Los Angeles, l’album è stato registrato insieme alla band di Anna, composta da Mally Harpaz che suona vari strumenti e Alex Thomas alla batteria. Hanno inoltre collaborato Adrian Utley dei Portishead alle tastiere e Martyn Casey dei The Bad Seeds al basso. L’album è caratterizzato da una nuova freschezza, un’energia primordiale entro la quale la Calvi supera i limiti della sua chitarra edella sua voce, spingendosi oltre qualsiasi cosa abbia registrato in passato.
“Hunter” è l’incarnazione del sentimento del lasciarsi andare completamente. Per la cantautrice e chitarrista britannica, è stata una catarsi, un’opportunità per essere maggiormente sincera. Primo lavoro dopo l’EP del 2014 con David Byrne, “Strange Weather”, il suo album di debutto omonimo e il seguente del 2013 “One Breath”, “Hunter” è un album viscerale che esplora la sessualità e la caduta delle leggi sul conformismo di genere. Album queer e femminista, “Hunter” stimola la ricerca dellalibertà. È importante far notare che si tratta di un lavoro vulnerabile, ma al contempo forte, bellissimo, ma anche rigido, che vede la presenza del cacciatore ma anche della preda. Ma Anna fa moltaattenzione a non caratterizzare nessuno di questi tratti distintivi come “maschili” o “femminili” – il punto è che una persona, di qualsiasi genere, possa essere entrambi. La forza sta proprio nel contrasto stesso; nel modo in cui oscilla tra gli estremi, mostrandosi più libera che mai. Lei vuole esprimersi rimanendo “libera dall’idea che il genere sia una cosa data, libera dalla preoccupazione di come lepersone possano giudicarmi in base a ciò che faccio con il mio corpo e con me stessa. Per me questa èuna visione utopica.”
A proposito di “Hunter” Anna Calvi ha scritto:
“Sto dando la caccia a qualcosa – desidero di più, desidero esperienze, azione, libertà sessuale, intimità, il desiderio di sentirsi forti, protetti ed infine, il desiderio di trovare qualcosa di bello in questo caos. Voglio andare oltre il gender. Non voglio scegliere fra il maschile e il femminile che è in me. Sto combattendo contro il sentimento di estraniazione e cercando un posto che mi faccia sentire a casa. Penso che il gender sia uno spettro. Penso che se ci fosse consentito essere da qualche parte nel mezzo, non spinti verso gli estremi della femminilità e della mascolinità, saremmo più vicini alla libertà. Voglio scoprire com’è essere qualcosa d’altro, qualcosa che sia diverso da ciò a cui sono stata attribuita.Voglioe splorare una sessualità sovversiva, che va oltre a ciò che ci si aspetta da una donna in questa società patriarcale ed eteronormativa. Voglio ripetere le parole “ragazzo ragazza, donna uomo” ripetutamente per trovare i limiti di queste parole, contro la vastità dell’esperienza umana. Credo nella protagonista femminile che non risponde alle storie di un uomo. Esco nel mondo e lo vedo come mio, voglio qualcosa da esso, al posto di essere un prodotto passivo. Sono affamata di esperienze. A volte le cose sembrano chiare e altre mi sento persa.
Voglio dare tutto in queste canzoni e facendo ciò mi sento forte ma anche vulnerabile: in quanto persona queer vesto il mio corpo della mia arte come se fosse un’armatura, ma so anche che per esserecoerente con me stessa devo essere aperta al dolore ed essere vulnerabile.
Lo scopo di quest’album è quello di essere primordiale e bellissimo, femminile e mascolino, vulnerabilee forte, essere il cacciatore, ma anche la preda”. Anna